Specialità locali

Specialità locali


C'era o non c'era una volta… I dolci della tradizione, tra storie e origini misteriose...

Sì, abbiamo pensato proprio a tutto. Ci sono alcuni prodotti che noi della Pasticceria Renzo abbiamo voluto confezionare con tanto di etichetta e fiocco. Sono specialità tipiche del luogo, ideali per un regalo o un semplice pensiero, ma che possono anche essere portate a casa con voi per soddisfare quell’irrefrenabile bisogno di dolci di cui a volte siamo tutti vittime. Tra queste, si annoverano in primis i Baci di Agliano, il nostro asso nella manica, composti da due calotte morbidissime tenute insieme da una cremosa ganache di cioccolato e nocciole.

Accanto a loro, fanno bella mostra di sé le Delizie al Rum e le Delizie al Gianduia, entrambe costituite da due meringhette croccanti unite da una crema rispettivamente al Rum e al gianduia e ricoperte da una generosa glassa di cioccolato. Esternamente sembrano dei grossi cioccolatini. Mordeteli. Vi si aprirà un mondo.

Procedendo con la lista, si incontrano poi i classici amaretti morbidi, i tartufi dolci al cioccolato e, ovviamente, i più che tradizionali Brutti e Buoni, biscotti friabili dall’origine contesa ma che qui in Piemonte sono considerati una indiscussa istituzione. Come dice la parola stessa, sono tutt’altro che belli a vedersi, ma il gusto non ha termini di paragone. A fare la differenza, le nocciole Piemonte, la rinomata Tonda Gentile Trilobata che si fregia del pregiato titolo IGP.

Per quanto riguarda le torte, invece, ne abbiamo in serbo due. Innanzitutto la Torta di nocciole. Bassa, profumata e rigorosamente senza farina, ha la prerogativa di essere soffice oltre misura. Non potete immaginare la sua capacità di sciogliersi in bocca al primo assaggio! La ragione è presto spiegata: le nocciole sono caratterizzate da un elevato contenuto di grassi (buoni), proprio quelli che conferiscono al prodotto finale quell’indescrivibile morbidezza. Accanto a questa prelibatezza, inoltre, non poteva mancare il panfrutto, una sorta di grande plumcake che noi amiamo arricchire con gocce di cioccolato e canditi all’arancia.

E che dire della Tirà? Un dolce, un mistero. Non vi è alcun documento ufficiale che ne racconti la sua provenienza, ma la storia che da sempre lo accompagna può considerarsi una spiegazione abbastanza attendibile. Almeno per noi. Mettetevi comodi. Tutto iniziò con la famigerata legge sull’ordinamento del servizio militare del 1871, in base alla quale la durata e la categoria del servizio che i 21enni avrebbero dovuto prestare doveva essere stabilita tramite sorteggio. “Tirare il numero” divenne così un atto determinante per le sorti dei giovani, un evento così importante da indurre le famiglie ad organizzare addirittura delle feste, celebrazioni che duravano giorni e che coinvolgevano tutto il paese, con le donne che preparavano una tale quantità di dolci che avrebbero sfamato, manco a dirlo, un intero reggimento. Si trattava di dolci molto semplici, da mangiare tutti insieme e da regalare a familiari e amici per ricordare l’importanza di quella giornata. Che nome dare loro? “Tirà”. Dal verbo, appunto, tirare. Ad oggi la Tirà la si sforna principalmente a Carnevale. Ma per la vostra gioia, nella Pasticceria Renzo la potete acquistare tutto l’anno!